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Mar
bambino che urla

Nei testi la paura fa testo

Il lato irriverente (ma non irrilevante) del marketing

Per scrivere un testo che vende occorre evitare tre eccessi diffusi, che nascono dalla paura di non essere abbastanza… vediamo cosa.

Troppo snob

La paura di non sembrare all’altezza porta a nobilitare un prodotto a tutti i costi: nei concetti, nelle parole, nelle immagini, nel tono di voce. Beh, una goccia di profumo seduce, una boccetta intera soffoca. E un prospect si trova molto più a suo agio se gli presentiamo l’allegra e simpatica signora Prodottini, invece che l’altera e aristocratica duchessa De Productis.

Troppo nerd

La paura di essere percepiti come non competenti porta ad adottare un linguaggio iper-tecnico, pieno di termini che gli stessi addetti ai lavori stentano a capire. Ma chi compra quello che non capisce? E anche se è in grado di capirlo, riesce a tradurlo in un vantaggio per sé? Lasciamo Sapientino nella sua scatola, e facciamo uscire dalla lampada il genio dei desideri.

Troppo soft

La paura di apparire volgari (cheap direbbero gli anglofili) porta a nascondere o minimizzare lo scopo primario dell’azione: vendere un prodotto. Forse però il prospect si accorge che viene contattato per questo, forse ha addirittura in mente una risposta positiva, ma non trova nel testo nessuna traccia dell’intenzione di vendere. E la vamp che dice Kiss me, stupid esiste solo nei film.

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